L'importanza di un cammino comunitario

Riflessioni di Sua Eccellenza Reverendissima Antonino Raspanti, Vescovo di Acireale

Intervista a S.E.R. Antonino Raspanti

In occasione della convocazione, da parte del Santo Padre, della Chiesa di Dio in un Sinodo dal titolo «Per una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione e missione», Sua Eccellenza Reverendissima Antonino Raspanti, Vescovo di Acireale, ha condiviso le sue riflessioni sull’importanza di un cammino comunitario.

D: Il Santo Padre ha tracciato le linee di un percorso idoneo a rendere la Chiesa più aperta alle necessità dei credenti, con quali tempi e modalità sarà possibile attuare questo progetto?

R: La Chiesa Italiana, stimolata dal Santo Padre, già dalla scorsa primavera progettava un Cammino Sinodale da avviare con l’Assemblea generale dei vescovi italiani dello scorso maggio, in seguito al forte scossone provocato dalla pandemia. Si sono così intrecciate due chiamate, vero segno della voce dello Spirito, che vogliono destare da un torpore o uno scoraggiamento, che serpeggiano in tanti animi, per lanciare le comunità cristiane in un percorso che avrà un arco temporale che va dal 2021 al 2025. Esso sarà scandito da tappe che condurranno all’Anno Giubilare del 2025. Nei prossimi due anni pastorali, 2021-2023, il Cammino si avvia in sintonia con la preparazione del Sinodo dei Vescovi in un primo passo, che definiremmo “dal basso verso l’alto”. È coinvolto l’intero Popolo di Dio con momenti di ascolto, ricerca e proposta nelle diocesi, nelle parrocchie, nelle aggregazioni ecclesiali e, possibilmente, anche in chi si sente o si pone in posizione più distante dalla Chiesa.

D: Da tempo si auspica dunque un rinnovamento nella Chiesa, ma come coniugare questa esigenza ai valori che da sempre hanno guidato noi Cattolici?

R: Può esserci rinnovamento soltanto partendo da una più decisa scelta di mettere Gesù al centro della nostra vita, personale e comunitaria. Camminare insieme e ascoltarsi, come pure semplificare le strutture ecclesiali, non avviene se ogni fedele non cura l’ascolto interiore tramite la preghiera personale, continua e metodica, della Parola di Dio e dei testi dei grandi santi, per avere in noi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù. Solo la fedeltà alla preghiera e alla lettura quotidiana come goccia d’acqua penetra e trasforma la roccia della nostra cervice dura. Ogni altro ingresso alla riforma della Chiesa che non parta da qui ci è precluso, fa perdere solo tempo e deteriora la Chiesa stessa.

D: Camminare insieme ed ascoltarsi… la Chiesa si focalizzerà quindi sull’ascolto dei Credenti ma come riuscirà ad assicurare ai fedeli di essere effettivamente compartecipi della missione della Chiesa?

R: Tutti i credenti sono invitati a condividere la grazia di camminare insieme e, fattore ancora più importante, l’impegno di decidere l’orientamento da dare al cammino comunitario. Lo scopo non è produrre più documenti o convegni, bensì vivere un processo ecclesiale partecipato e inclusivo, che offra a ciascuno – in particolare a quanti per diverse ragioni si trovano ai margini – l’opportunità di esprimersi e di essere ascoltato per contribuire alla costruzione del Popolo di Dio. Sembra giunta l’ora che nella Chiesa si scopra e si attui sempre più e meglio l’unità delle e nelle differenze, che è il pieno compimento della stessa comunione trinitaria nell’esistenza delle persone umane. Il processo parte dall’ascolto della fede della persona e da una conseguente disciplina di vita che rendono credibili il dire e il fare dei cristiani agli occhi della società.

D: Eccellenza, come si conciliano i concetti di “Chiesa Sinodale” e “Gerarchia Ecclesiastica”?

R: Le risponderò con le parole della Commissione Teologica Internazionale: «In conformità all’insegnamento della Lumen gentium, Papa Francesco rimarca in particolare che la sinodalità “ci offre la cornice interpretativa più adeguata per comprendere lo stesso ministero gerarchico” e che, in base alla dottrina del sensus fidei fidelium, tutti i membri della Chiesa sono soggetti attivi di evangelizzazione». Il cammino che si prospetta non possiamo che compierlo insieme; è un singolare con-spirare tra fedeli e pastori, muoversi insieme sotto l’azione dello Spirito, che è immagine del con-spirare trinitario. L’esistenza dell’autorità è per servire, non per essere servita, come una piramide rovesciata con il vertice che sta sotto, dice Papa Francesco; il suo servizio è a garanzia della partecipazione responsabile di tutti i fedeli. Per questo il procedimento di consultazione che conduce necessariamente a delle decisioni si innesta in questa articolazione di fedeli e governo dei pastori. Il processo sinodale deve realizzarsi in seno a una comunità gerarchicamente strutturata. In una Diocesi, ad esempio, è necessario distinguere tra il processo per elaborare una decisione e la presa di decisione pastorale che compete all’autorità del Vescovo, garante dell’apostolicità e cattolicità. L’elaborazione è un compito sinodale, la decisione è una responsabilità ministeriale. Ci attende un lavoro di ascolto, ricerca e proposta, attraverso la consultazione del Popolo di Dio nella maggiore ampiezza e capillarità possibili, per cogliere il sensus fidei, lasciando emergere, ad esempio, le domande sollevate dalla pandemia. Lo stile ecclesiale rappresenta la sfida decisiva: esso dovrà essere attento al primato delle persone sulle strutture, alla promozione dell’incontro e del confronto tra le generazioni, alla corresponsabilità di tutti i soggetti, alla valorizzazione delle realtà esistenti, al coraggio di “osare con libertà”, alla capacità di tagliare i rami secchi, incidendo su ciò che serve realmente o va integrato/ accorpato. Tutti saremo chiamati a risvegliare quel sensus ecclesiae, che lo stile sinodale è chiamato a far crescere.

D: Eccellenza, La ringrazio per la disponibilità e per aver condiviso con noi di Radio Centro Musica le sue riflessioni.

R: Desidero augurare a tutti noi buon Cammino Sinodale, sotto la protezione della Vergine Maria, affinché infiammi i nostri cuori di passione per l’annuncio del Vangelo.

  • Emanuela Fancelli